Ben, come ha equilibrato la conservazione e la trasformazione all'interno della casa?
Dalla strada, la casa si inserisce ancora armoniosamente nel ritmo familiare delle facciate in mattoni e intonacate lungo la fila. Volevamo conservare quel senso di familiarità nella parte anteriore, consentendo al contempo alla parte posteriore della casa di diventare qualcosa di completamente nuovo. Una volta all’interno, gli spazi si sviluppano attraverso una serie di connessioni verticali e orizzontali modellate dalla luce e incorniciate da viste.
Quali idee relative allo spazio hanno ispirato il design della cucina?
La cucina è nata direttamente dalla configurazione a livelli sfalsati della casa. Poiché la parte posteriore si trova circa un metro più in basso rispetto alla parte anteriore, si è presentata l’opportunità di creare un vuoto centrale che collega visivamente i diversi spazi. Il bancone aperto è diventato centrale in questa idea, consentendo la vista dalla zona pranzo fino al giardino e, di nuovo, dallo spazio abitativo verso la strada.
In che modo gli elettrodomestici V-ZUG supportano questo concetto?
Il fulcro della cucina è sempre stato il bancone aperto e il collegamento spaziale attorno ad esso, quindi volevamo che gli elettrodomestici risultassero discreti e integrati. I forni sono stati scelti perché sono visivamente minimali e mantengono un allineamento molto pulito all’interno della falegnameria, senza distrarre dalla composizione complessiva.
Che ruolo gioca la luce nel plasmare l’esperienza degli interni?
La luce è stata centrale nel progetto fin dall’inizio, soprattutto in una casa a schiera dove portare la luce naturale al centro della pianta è sempre una sfida. Abbiamo ampliato verticalmente un lucernario esistente attraverso la casa, per quasi due piani e mezzo. Le passerelle in acciaio perforato permettono alla luce di filtrare delicatamente tra i livelli, creando l’effetto screziato che ha ispirato il nome Komorebi — una parola giapponese che descrive la sensazione calma e rinfrancante della luce del sole che filtra attraverso le foglie.
Quali materiali erano importanti per il progetto?
Penso che sia la composizione complessiva dei materiali a far funzionare la cucina — la muratura grezza in mattoni bianchi, le piastrelle in Ceppo di Gré, la falegnameria in rovere e i piani di lavoro scuri in pietra sintetica convivono armoniosamente attraverso texture e tonalità. La pietra conferisce allo spazio una raffinata qualità minerale, mentre il rovere introduce calore e morbidezza.
Qual è il Suo approccio in termini di colore?
Tendiamo a usare il colore con una certa parsimonia e solo quando c’è un motivo chiaro per farlo. Invece di applicare il colore in modo decorativo, preferiamo lavorare con le tonalità e le texture naturali dei materiali stessi. Di norma, il concetto architettonico più ampio guida ogni decisione, dalla disposizione degli spazi fino alle finiture, agli accessori e agli elettrodomestici.












