Personale - Il Rapporto di sostenibilità 2017/2018

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„Prodotti e servizi di qualità nascono dall’impegno, dalla motivazione e dalla competenza del nostro personale“

Sono 1700 i tecnici che, distribuiti su 20 Paesi e quattro continenti, operano in V-ZUG: di questi, 1500 solo in Svizzera. Proponiamo opportunità di lavoro per i più diversi gruppi professionali e livelli di qualificazione: la composizione va dall’apprendista al collaboratore non formato fino all’accademico laureato, sfruttando consapevolmente appieno la fascia di età fra i 16 e i 65 anni.

Cultura direzionale del futuro
Il 2017/2018 ci ha visto in gran parte concentrati sull’implementazione di misure di medio periodo, per e con il personale (fino al 2022). 

  • La cultura valoriale e direzionale tiene maggiormente conto delle novità dell’ambiente di lavoro: con il modello delle competenze appena lanciato forniamo al personale e ai dirigenti gli strumenti per gestire le nuove sfide legate a Mondo del lavoro 4.0.
  • Essere un datore di lavoro interessante: aggiorniamo continuamente le condizioni di lavoro, ultimamente ad esempio con il passaggio all’orario annuale. Con la V-ZUG Women’s Network desideriamo promuovere e rafforzare la posizione delle donne.
  • Promozione e mantenimento della forza lavoro: a inizio 2018 è stata potenziata l’offerta interna di formazione della V-ZUGacademy, orientandola sul nuovo modello delle competenze. In ambito «vitality» promuoviamo e tuteliamo in particolare salute e sicurezza del nostro personale. Con le nuove forme della collaborazione interfunzionale e i progetti in ambito «Open Innnovation» proponiamo nuove opportunità di sviluppo.

Storie

Pronti per la trasformazione digitale
La trasformazione digitale non modifica soltanto le esigenze del cliente e la nostra gamma di prodotti, ma anche il mondo del lavoro e i profili professionali entro cui i nostri collaboratori e dirigenti si muovono oggi. Per poter mantenere il nostro successo è decisivo che il personale sia in grado di gestire positivamente questi cambiamenti e di muoversi agilmente in un mondo del lavoro sempre più flessibile e ramificato. A dicembre 2017 abbiamo pertanto lanciato il nostro nuovo modello delle competenze nell’ambito di un’iniziativa per i quadri. Desideriamo sviluppare una concezione comune di quali capacità e qualità servono per operare con successo in questo mondo dinamico, tanto per le imprese quanto per l’individuo sul mercato del lavoro. Sappiamo già oggi che in futuro le competenze personali, come la disponibilità all’apprendimento permanente, una visione sistemica o buone doti di gestione della complessità, delle incertezze e dei rischi, acquisiranno sempre maggiore importanza. Un ruolo importante da questo punto di vista spetta ai superiori. «I nostri dirigenti hanno il compito di accompagnare i propri collaboratori dall’età stabile dell’industrializzazione e della cultura tradizionale verso la trasformazione digitale. E non è semplice» commenta Rolf Jenni, responsabile Human Resources. «Per sostenerli nel migliore dei modi e ancorare in azienda il nostro futuristico modello delle competenze, stiamo formando da maggio 2018 tutti i dirigenti in modo da consolidare le loro capacità ad assistere i collaboratori in un mondo che cambia».


«La tua psiche non è un tabù»
Insoddisfazione, stress o uno scarso equilibrio fra lavoro e vita privata minano il nostro benessere e, nel peggiore dei casi, possono addirittura sfociare nella patologia: è quanto emerso anche dal sondaggio sulla salute proposto al nostro personale a marzo 2017. Per questo motivo abbiamo definito la salute psichica come una delle tre priorità di prevenzione. Lo stress o la malattia di tipo psichico sono ancora in gran parte un tabù, che spesso rende difficoltosa la diagnosi precoce e la guarigione. Con la campagna «Deine Psyche – kein Tabu» (La tua psiche non è un tabù) della fondazione zughese Werner Alfred Selo abbiamo voluto infrangere questo tabù. Per dieci mesi quindi ci siamo concentrati sulle condizioni di salute. Questo è avvenuto ad esempio a novembre 2017 con il confronto pubblico denominato «Wie gaht’s dir hüt?» (Come stai oggi?), in cui tutti i dirigenti sono stati invitati a parlare maggiormente dello stato di salute e delle vicendevoli aspettative all’interno del team. L’elaborazione della campagna, tramite sondaggio, evidenzia un quadro variegato: certamente essa ha riscosso l’attenzione auspicata, ma gli intervistati individuano anche un grande potenziale di miglioramento nel confronto aperto su condizioni di salute e aspettative, tanto con i superiori quanto all’interno del team. Fabian Britschgi, responsabile Gestione della salute di V-ZUG, è convinto che la campagna sia stata il primo passo nella giusta direzione: «Affrontando i casi di ogni giorno notiamo che i dirigenti reagiscono con maggiore sensibilità ai sintomi di stress psichico. La loro comprensione delle patologie di questo tipo è migliorata e i pregiudizi sono fortemente diminuiti». Per promuoverne ancor meglio la comprensione, V-ZUG ha integrato l’argomento nei corsi di formazione per dirigenti. Un elemento importante al riguardo è costituito dai colloqui con i collaboratori, che sono stati ripensati per il 2019, con le condizioni di salute e le competenze individuali del singolo che assumono ora maggiore importanza. 


Ritorno alla vita lavorativa!
Non è sempre possibile evitare i danni: per questo è importante accompagnare le persone interessate e poter cercare una soluzione insieme a loro. Per tale motivo nel 2017 V-ZUG ha ulteriormente ottimizzato il cosiddetto care management e assunto un nuovo tecnico per questa funzione. Un ruolo centrale da questo punto di vista spetta ai dirigenti: insieme ai soggetti interessati affrontano l’argomento dell’operatività a rischio e verificano le possibilità di intervento. A seconda della situazione vengono assistiti dai business partner HR o dalla struttura di gestione della salute. Tutti hanno il medesimo obiettivo: riportare le persone al lavoro abituale. «La cosa riesce nella stragrande maggioranza dei casi. A volte sono necessari adeguamenti, tanto a livello di profilo professionale quanto nello sviluppo di ulteriori competenze del soggetto interessato» commenta Fabian Britschgi, responsabile Gestione della salute. Sono isolati i casi in cui, nonostante i tentativi, il soggetto non riesce a riprendere l’attività abituale. La nostra esperienza finora mostra quanto siano preziosi l’accompagnamento e il reinserimento professionale. «Siamo riusciti a reintegrare in V-ZUG due terzi dei soggetti colpiti. Di questi oltre il 92 % lavora nella funzione abituale, l’8 % ha richiesto adeguamenti e per il 6 % del totale siamo riusciti a trovare una soluzione esterna» riassume Britschgi. 

Parametri Personale

La famiglia internazionale V-ZUG cresce
Nell’anno di riferimento 17/18 i dipendenti V-ZUG (Zugo, Arbon e Changzhou) erano 1777, gran parte dei quali (84%)
lavora a tempo pieno. In Svizzera il 18% del personale ha meno di 30 anni, il 51% ha fra 30 e 50 anni e il 31% oltre 50 anni. Attingiamo consapevolmente dall’intera fascia di età compresa fra i 16 e i 65 anni. V-ZUG partecipa inoltre attivamente alla campagna di sensibilizzazione «Alter hat Potenzial» (Il potenziale dell’anzianità) del Cantone di Zugo.
 

Grafico: Ripartizione contratti di lavoro

Donne ancora nettamente sottorappresentate
Negli ultimi anni la quota di lavoratrici èstata di poco inferiore al 21%. Con gli stage di orientamento per giovani studenti, orari di lavoro flessibili e posti a tempo parziale desideriamo rendere più appetibili anche per le donne le professioni che si svolgono e si apprendono in azienda. Con il 16% le donne sono conseguentemente sottorappresentate anche in posizioni quadro. Con la V-ZUG Women’s Network desideriamo promuovere e rafforzare la posizione delle donne. La parità salariale viene verificata da un organismo esterno (l’ultima volta è stato nel 2016) e il certificato L&MAba-24® conferma la retribuzione non discriminante del nostro personale.

Grafico: Numero di donne e uomini 

Fluttuazione del personale a livelli ridotti
Nel 2017/18 abbiamo accolto in V-ZUG167 nuovi collaboratori, nello stesso periodo sono state 143 le persone che hanno lasciato l’azienda, pari a un tasso di fluttuazione (pensionamenti esclusi) dell’8,4%. Tenendo conto del quadro di riferimento ampliato, rispetto al periodo 16/17 la fluttuazione è salita del 2%.
 

Grafico: Fluttuazione del personale, volontaria e involontaria (senza pensionamenti e contratti a termine)

Leggero calo di infortuni professionali e quota defezioni
Nel periodo di riferimento in V-ZUG abbiamo registrato 98 infortuni professionali. Circa il 50% degli infortuni professionali sono di tipo  agatellare, cioè contusioni, tagli e simili, con tempi di guarigione inferiori a tre giorni. A questi si aggiungono 236 infortuni nel tempo libero. La quota defezioni, cioè la percentuale di ore perse sul totale delle ore lavorate, nell’anno di riferimento è stata dello 0,18% (2016/2017: 0,24%). Gli infortuni bagatellari si verificano più frequentemente in produzione e in assistenza e sono in gran parte riconducibili a disattenzione o situazioni di stress. La sicurezza sul lavoro è e resta una delle nostre priorità qualitative, poiché gli infortuni professionali non provocano soltanto dolore fisico ma anche costi. Per questo continuiamo a puntare su informazioni specifiche e corsi di formazione per sensibilizzare il nostro
personale e consolidare il senso di autoresponsabilità.

Grafico: Quota defezioni per infortunio professionale

Leggera crescita delle ore perse
In Svizzera (esclusa V-ZUG Kühltechnik) le ore perse per infortuni professionali e non professionali, nonché per malattia, sono cresciute leggermente dell’1,6%. Changzhou e V-ZUG Kühltechnik comprese, nel 2017/2018 circa l’80% di tutte le ore di assenza era riconducibile a casi di malattia. Mentre le ore di defezione per malattia sono cresciute rispetto al precedente anno di riferimento, quelle per infortuni nel tempo
libero sono scese ancora di un abbondante 24%, tenendo conto anche del quadro di riferimento ampliato.
 

Grafico: Quota defezioni ripartita per causa (IP: infortuni professionali; INP: infortuni non professionali)

 

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